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Il Rospo smeraldino siciliano (Bufo siculus): un “gioiello” tutto siciliano.
Maurizio Bonsignore (31.03.2010)


Gli Anfibi sono oggetto, negli ultimi anni, di un drastico declino a livello mondiale e, a questa sorte, non si sottrae il nostro Rospo smeraldino siciliano (Bufo siculus), Anfibio anuro dal corpo provvisto di splendide chiazze verde smeraldo.
Un tempo classificato come Bufo viridis,  recenti studi genetici hanno invece portato gli studiosi ad elevarlo al rango di specie endemica siciliana con il nome di Bufo siculus.

Più piccolo del Rospo comune (Bufo bufo), il Rospo smeraldino siciliano ha abitudini prevalentemente terrestri e crepuscolari-notturne; frequenta sia ambienti naturali che antropizzati, come orti, parchi e giardini, dove ricerca Insetti e altri invertebrati di cui si nutre.
Con il Rospo comune condivide il triste destino di essere decimato dalle automobili quando, di notte, attraversa le strade carrabili.

Annoverato tra le specie di interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa ai sensi dell’allegato IV della Direttiva Habitat (92/43 CEE), ), il Rospo smeraldino siciliano rientra anche tra le specie per le quali è vietata la cattura, la detenzione, l’uccisione e il deterioramento o la distruzione dei siti di riproduzione ai sensi dell’allegato II della Convenzione di Berna.
In passato questi Anfibi erano comuni in tutti i luoghi idonei della Sicilia e in alcune isole circumsiciliane mentre oggi risultano in forte declino.

Il Rospo smeraldino siciliano è, infatti, specie di grande sensibilità ecologica; respirando anche attraverso la pelle e cibandosi di Insetti, subisce direttamente i danni causati dall’inquinamento e dall'uso degli antiparassitari in agricoltura, diventando suo malgrado un indicatore ambientale dello stato di salute dell’intero ecosistema in cui vive.
La causa principale del decadimento delle popolazioni di Rospo smeraldino siciliano è, tuttavia, l’alterazione e la scomparsa degli ambienti naturali e, in particolare, dei siti riproduttivi costituiti da pozze temporanee e piccole risorgenze.

In un’Isola come la Sicilia, di grandi bellezze paesaggistiche e naturalistiche ma sempre più degradata e alterata, verranno presto a mancare per sempre e in modo irreversibile quegli ambienti idonei dove numerose specie animali e vegetali possono realizzare il loro ciclo naturale per continuare l’esistenza. 
Si perderà così per sempre la possibilità di osservare in natura anche il nostro Rospo smeraldino siciliano e di ascoltarne il richiamo melodioso dei maschi simile a quello dei Grilli.
Nell’ecosistema di cui anche noi facciamo parte, verrà meno, così, un altro  ingranaggio per il suo corretto funzionamento, noi avremo perso per sempre un “gioiello” naturalistico e, con esso, anche parte della nostra dignità.




















Bibliografia

Autori Vari, 2007 - Atlante della biodiversità della Sicilia: Vertebrati terrestri. Studi e Ricerche , 6. -  Arpa Sicilia, Palermo, 535 pp.
Stock M., Sicilia A., Belfiore N.M., Buckley D., Lo Brutto S., Lo Valvo M. & Arculeo M., 2008 - Post-Messinian evolutionary relationships across the Sicilian channel: Mitochondrial and nuclear markers link a new green toad from Sicily to African relatives. - BMC Evolutionary Biology, 8: 56.
Fig. 3
Girino di Rospo smeraldino siciliano
Castelvetrano (TP)

Fig. 2
Rospo smeraldino siciliano
Castelvetrano (TP)

Fig. 1
Rospo smeraldino siciliano
Castelvetrano (TP)